Ipocondria e Ansia per la salute

L’ ipocondria, o ansia per la salute, è probabilmente uno dei disturbi emotivi più sottovalutati e trascurati: si utilizza spesso impropriamente il termine “ipocondriaco”, associato all’idea del “malato immaginario”.

In realtà, a fronte del grande numero di persone che ne soffrono (dal 3% al 10% della popolazione). Solo una piccola minoranza trova una risposta appropriata ed efficace alla propria sofferenza, che è reale e spesso anche grave.

La preoccupazione per la propria salute o per quella delle persone care è un’esperienza assolutamente comune per la maggior parte delle persone. A tutti sarà capitato di provare ansia in attesa dei risultati di un esame medico, o di preoccuparsi della propria morte o di quella di persone care apprendendo la notizia della morte di un conoscente per una grave malattia.

Ma la persona che soffre di ipocondria o ansia per la salute è così preoccupata da stare in costante ascolto dei piccoli segnali del proprio corpo, temendo che siano sintomo di una grave malattia. Si sottopone quindi a continue visite mediche ed esami (anche invasivi e a lungo andare nocivi), oppure evita in qualsiasi modo anche il più semplice e banale esame del sangue (pur continuando ad preoccuparsene).

Stia tranquillo signor Rossi, non ha nulla che non va, lei è in perfetta salute; deve semplicemente smetterla di preoccuparsi e godersi la vita! Arrivederci.”

Questo è quello che si sentono rispondere dal medico le persone che soffrono ipocondriaansia per la salute che, costantemente preoccupate di avere una malattia grave, cercano informazioni e rassicurazioni costanti sui sintomi che provano o sulle malattie temute.

Quali possono essere le cause?

Sono molti i fattori che possono rendere vulnerabile una persona rispetto alla possibilità di sviluppare un disturbo di ansia per la salute; tra i principali ci sono:

Modello cognitivo del disturbo di ansia per la salute (o ipocondria)

Decorso e cura

L’andamento del disturbo è di solito cronico e disabilitante nel 60% dei pazienti, se non adeguatamente trattato; si rischia anche l’associazione con altre patologie quali la depressione.

Negli ultimi anni però è stata ampiamente dimostrata l’efficacia di trattamenti psicoterapici specifici e, se pur in misura minore, anche di quelli farmacologici.

In particolare i risultati indicano una forte evidenza a sostegno dell’efficacia delle psicoterapie cognitivo comportamentali, che hanno come scopo principale del trattamento


 

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Laura Grigis Psicologa Bergamo
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